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E' stata pubblicata la versione definitiva del romanzo "LA MESSA DEGLI ANGELI", di Andrea Rossetti. Potete trovare ulteriori informazioni sul sito de Le Nove Muse Editrice


DE CATECHIZANDIS RUDIBUS

E' possibile interagire col Grande Inquisitore all'interno di questo BLOG.

Inviare critiche, commenti ed euforie all'indirizzo e-mail:
thegreen.berrets@lycos.it
(nel corpo della mail, senza allegati) specificando la volontà di essere pubblicati.



 Sulla vita non si vota


 

Diario | The woman in Red |
 
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14 giugno 2006





permalink | inviato da il 14/6/2006 alle 10:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

15 aprile 2006

CATTOLICI CONSERVATORI LIBERALI

  





permalink | inviato da il 15/4/2006 alle 20:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

13 giugno 2005

VENTISEIPERCENTO???


26%
MANCO LI COMMUNISTI
SO' ANNATI A VOTA'!
QUORUM MANCATO PURE
A BOLOGNA...
ME FATE 'NA TRISTEZZA...
(PORELLO FASSINO...)




permalink | inviato da il 13/6/2005 alle 18:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa

10 giugno 2005

IL 12 E IL 13 GIUGNO IO MI ASTENGO

IO MI ASTENGO PERCHE' non ha dignità alcuna la “scienza” che pretenda di restare tale mettendo uomo contro uomo, malato contro nascituro. Questo conflitto di interessi creato ad arte è la testimonianza tangibile che non siamo di fronte alla rivendicazione LEGITTIMA di libertà di ricerca, ma davanti a un asservimento della ricerca alla convenienza del più forte.

IO MI ASTENGO PERCHE' non ha alcun senso né etico né scientifico pretendere di curare qualcuno sopprimendo vite umane sane e aventi il pieno diritto di trovare compimento.
 
IO MI ASTENGO PERCHE' non ha alcun senso deviare risorse economiche e intellettuali da ricerche in atto che hanno già dimostrato efficacia (58 patologie curate con la ricerca su staminali NON embrionali, tecniche di generazione di staminali embrionali senza la soppressione degli embrioni) per compiacere gli enormi interessi che gravitano intorno ai brevetti di produzione e clonazione degli embrioni umani.

IO MI ASTENGO PERCHE' i referendari vorrebbero rendere possibile la selezione degli embrioni ma non evidenziano che le malattie geneticamente individuabili sono una percentuale minima e che la diagnosi pre-impianto oltre a essere costosissima (e non garantita, come d’altra parte l’intero processo, dal servizio sanitario nazionale) è nella maggior parte dei casi inefficace, rischiosa per la sopravvivenza o comunque per l’integrità dell’embrione, in quanto invasiva, e causa di un’alta percentuale di errori. I referendari vorrebbero rendere possibile la produzione di un numero illimitato di embrioni e il loro congelamento: questo non comporta vantaggio di alcun tipo né per la donna né per la coppia, ma rimanda a una cultura materialistica e consumistica della vita umana, trattata alla stregua di prodotti surgelati, pronti a servire una ricerca scientifica che assume l’uomo come mezzo e non come fine.

IO MI ASTENGO PERCHE' i referendari mirano soltanto a disconoscere una realtà incontrovertibile, che cioè le parti in causa sono DUE e non una sola. Trincerandosi dietro discorsi contorti e negando la natura positiva di un diritto che voglia essere LAICO e non confessionale (quantomeno curioso da parte di sedicenti paladini della laicità dello stato e del diritto i quali poi pretendono di fare di un loro gratuito pregiudizio la fonte del diritto), i referendari intendono affermare un medioevale diritto di vita e di morte dei nati sul nascituro, evitando di prendere atto dell’inoppugnabile unità del processo che porta un embrione a diventare un feto, un feto a diventare un bambino, un bambino a diventare un adulto, un adulto a diventare un anziano.

IO MI ASTENGO PERCHE' il riconoscimento del diritto fondamentale dell’embrione che la L. 40 tutela, lungi dall’essere l’imposizione del punto di vista cattolico, è la diretta conseguenza della grande tradizione giuridica prima romana e poi illuministica nonché dell’evidenza scientifica.

IO MI ASTENGO PERCHE' non riconosco alcun diritto di cittadinanza alla tecnocrazia laicista.

IO MI ASTENGO PERCHE' i veri crociati, i veri talebani, i veri ipocriti sono tutti dalla parte di quelli che vanno a votare.

IL 12 E 13 GIUGNO IO NON VADO A VOTARE.




permalink | inviato da il 10/6/2005 alle 19:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (20) | Versione per la stampa

9 giugno 2005

LETTERA ALLA MINISTRA PRESTIGIACOMO


Signorina!

Dove?

Chi?

C’è la Signorina?

Sei tu che hai detto SIGNORINA!

Ma no: Signorina è l’intestazione autonoma della lettera, no? E non mi far perder tempo che ce l’ho tutta qui.


Signorina,
veniamo noi con questa mia addirvi - addirvi tutta una parola - che scusate se sono pochi ma 700 milioni di euri; che ci costa il referendum a noi ci fanno specie che questanno - una parola -  la commissione europea c’ha messi pure sotto inchiesta apro la parente (e come se non bastasse c'e' stata una grande moria delle vacche e degli embrioni che per voi e il prof. Veronesi sono la stessa cosa) come voi ben sapete visto che siete pure Ministra – eh già, è femmina- ;. : questa moneta non servono a che voi vi consolate dei dispiaceri di avere governato male l’Italia e perché dovete lasciare a quellollà – tutta una parola – che tra l’altro è già ammogliato,; - abbundandis abbundandum – quindi gli elettori che siamo noi medesimi di persona vi mandano questo perché - aggettivo qualificativo - l’embrione diventi un giovanotto che studia che si deve prendere una laura che deve tenere la testa al solito posto cioè sul collo invece che sul vetrino della Levate Montalcini – e levate! – la quala – è femmina... oddio... mah. – dice che se resta la legge torniamo al medioevo e se lo dice lei che  nel medioevo c’è nata la dobbiamo credere . ; . ;

salutandovi indistintamente,

i fratelli Caponi (che siamo noi)


Senza nulla a pretendere ce lo metto?
Ce lo vuoi mettere? E metticelo...




permalink | inviato da il 9/6/2005 alle 13:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

27 aprile 2005

UNTERMENSCHEN, LA MARCIA INVISIBILE DEI SUBUMANI CHE DISTURBANO L'INGRESSO DELL'UOMO NEL "MONDO NUOVO"

Nove mesi per portarla a compimento, diciotto anni per crescerla. La morte invece è per sempre e può essere data, alla vita, in un giorno solo.

Tanto per chiarire determinati concetti alle tante Signore Titina esperte di pummarola e varie umanità che si sentono oltraggiate dai contenuti dei post miei e di Rossetti, eccomi qua. Tralascio gli aspetti dell'aborto terapeutico riferito al problema dell'handicap di un nascituro e per cui il titolo del mio post sufficit; l'attributo in lingua tedesca riecheggia d'eugenetica di mengelesiana memoria. Affronto lo stupro, dunque, che pare essere argomento vincente pro-aborto per le masse di casalinghe di Voghera (ahi, Arbasino, più di così non avresti potuto), piene di buoni propositi e di pie intenzioni che, armate di cucchiarelle, sanno come prendere a calci nel sedere persino il noumeno, nonostante le ciabatte.

Fondamentalmente la donna non ha alcuna colpa per l'atto di violenza da lei subito. Neanche il bambino ha colpa, né porta alcuna responsabilità per il reato del padre (la corresponsabilità dei congiunti è una figura giuridica del passato, ora non esiste più). Non si può nemmeno pensare che la madre voglia vendicarsi sul figlio per il torto da lei subito.

I gravi traumi provocati dalla violenza carnale non possono essere sanati con l'aborto. L'aborto non ha alcun valore terapeutico e non è una medicina. Al contrario: alla dolorosa esperienza dell'oltraggio patito si aggiunge quella dell'aborto, per la donna una sofferenza doppia che, come mostrano i casi reali, può portare al limite della disperazione. Dall'OMS dati allarmanti sulla SINDROME POST ABORTIVA, sconosciuta ai più e non di meno alle pie vogheresi.

Secondo una statistica, nel 1999 furono denunciati complessivamente 447 casi di violenza carnale. Varie analisi scientifiche hanno mostrato che per 100 casi di violenza carnale si sono avute in media 0,08 (!) gravidanze. Quindi i casi denunciati hanno portato, secondo un calcolo puramente statistico, massimo una gravidanza. Si deve anche osservare che non tutte le donne violentate e rese gravide sono propense ad abortire. È quindi sproporzionato addurre l'argomento «violenza carnale» per legittimare una normativa dell'aborto che causa più di 12'000 morti all'anno.

Anche se i nove mesi della gravidanza significano per la madre un continuo richiamo alla memoria della violenza subita, dopo questi nove mesi, al termine della gravidanza, la donna che avrà lasciato vivere il suo bambino sarà anche riuscita a evitare una rovina ancora maggiore della propria vita, e avrà potuto, se lo vuole, dare la felicità dell'adozione a una coppia senza figli.

postato per voi da Roberta, the woman in Red (la vostra inviata speciale dall'Emilia, terra di Prodi norcini)




permalink | inviato da il 27/4/2005 alle 17:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa

25 aprile 2005

ABORTO TERAPEUTICO

Magdalena Keverich, si è trasferita recentemente nella moderna Bonn, è una donna segnata da una salute cagionevole, si dice abbia la LUE (sifilide), il marito, Joahnn, è un maldestro cantante ubriacone e spendaccione; Magdalena dà alla luce sette figli, tutti malati, tra questi solo tre negli anni sopravvivono e gli altri, uno alla volta, muoiono drammaticamente. Anche lei più tardi morirà.

Un caso emblematico: una donna a cui sconsigliare sicuramente sette gravidanze. Eppure se questa donna avesse dato ascolto alle sirene della libera coscienza, non avremmo mai udito la musica di Ludwig van Beethoven. Magdalena era, infatti, sua madre. Chissà quanti Beethoven sono finiti nelle pattumiere per colpa di qualche modernissima sciagurata irretita dalla sua liberazione sessuale. E' un fatto statistico: tra centinaia di milioni di piccoli morti, qualche Beethoven c'era senz'altro.

postato per voi da Roberta, the woman in Red (la vostra inviata speciale dall'Emilia, terra di Prodi norcini)




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24 aprile 2005

AMORE ED ELEGIA: PER LA VITA UMANA

La vita umana va tutelata, SEMPRE.

Ovviamente anche senza fare quella ridicola distinzione tra nati e non-nati che, assolutamente infondata, convenzionale e gratuita, ha sancito un presunto diritto della donna a fare a pezzi il figlio che porta in grembo per "ragioni sue", senza doverne rendere conto a nessuno. E questo contro ogni metodo e ogni ragione, solo per ideologia. Sei milioni di aborti nella sola Gran Bretagna dall'introduzione della legge. Una generazione! Tutti figli di uno stupro, di una violenza, di un disagio insopportabile? Ipocriti! Oppure, com'era ampiamente prevedibile, solo le vittime del più becero dei metodi contraccettivi, della silenziosa mattanza consumata in nome della cosiddetta liberazione sessuale? Mentre scrivo non posso non pensare che sarebbe stato profondamente ingiusto se mia madre, se tua madre, si fossero arrogate il diritto di decidere per me, per te, sul nostro diritto a vivere, pensare, amare, scrivere, conoscere. Mi dispiace, figlio mio, sei stato un errore, proprio non ho potuto evitare di farmi quella ciulatina, lui era così figo, mi dispiace per te, bye bye.

La vita umana va difesa SEMPRE.

Anche da quegli uomini di scienza che reclamano il loro diritto di manipolarla. Perché finché il signor Dulbecco e la signora Levi Montalcini, falsi eroi dell'umanesimo e in realtà servi degli enormi interessi economici che stanno dietro la genetistica, non mi dimostreranno al di là di ogni ragionevole dubbio che un embrione umano non merita di compiere il proprio destino invece di finire tra le loro mani, che un embrione umano non è un uomo, finché non lo faranno e continueranno ad avallare un pregiudizio, una convenzione come se fosse una verità, invece di invitare alla prudenza, al basso profilo, come sarebbe d'obbligo in chi sa di non sapere (Ah! Socrate!), io potrò accusarli di falso ideologico e pretendere la fine di quell'ipocrisia che condanna l'eugenetica di Joseph Mengele. Non sono diversi da lui, queste incartapecorite creature baconiane con l'occhio merluzzesco e la bolla di bava sul labbro, dal momento che il principio secondo cui l'embrione umano non è con assoluta certezza vita umana da rispettare ha gli stessi fondamenti razionali del principio secondo cui la razza ariana è l'unica degna di sopravvivere, ovverosia NESSUNO.

La vita umana va amata SEMPRE.

Anche quando è la vita di un handicappato. Che può essere una persona straordinaria e che non deve essere sacrificato alla paura, all'insofferenza o al presunto diritto dei genitori di non vivere una vita d'inferno. Perché allora non facciamo fuori tutti coloro che non sono in grado di essere autosufficienti, che costano alla società, che sono tristi da vedere, che ci obbligano a rinunciare a parte delle nostre libertà? Ipocriti! Avete aggirato la coscienza col dogma che il non-nato non ha diritti, non è niente, è carne da macelleria sulla quale è possibile esercitare finanche una losca caritas . Eh, sì, perché l'egoismo dei benpensanti non può fare a meno della sua foglia di fico, ed eccola qui, pronta per l'uso: "lo faccio per amore, per evitargli una vita infelice". Fantastico. Qualcun altro chiamò l'"eutanasia" dei portatori di handicap una "uccisione misericordiosa" (leggetevi il libro di Z. Bauman, "Modernità e olocausto", Bologna, Il Mulino, 1992) e si chiamava Joseph Goebbels, la mente della propaganda nazista. Dimenticavo: voi sapete per certo che un feto non è un uomo degno di rispetto. Beh, preferisco Goebbels, che aveva almeno l'orgoglio e il coraggio della sua mostruosità. E comunque la strada è tracciata: se l'uomo è misura di tutte le cose, se la morte (insieme al sesso) è divenuta l'ossessione della libertà di coscienza, prima o poi arriverà qualcuno a dirci che, in fondo, un'iniezione letale è un atto di carità nei confronti di un handicappato e, piano piano, finiremo per crederci e, magari, per farci sopra un bel referendum.

La vita umana va rispettata SEMPRE.

Soprattutto quella dei più poveri, dei più deboli, dei bambini del Terzo e Quarto Mondo, mandati in guerra, a lavorare ininterrottamente per un tozzo di pane, destinati a morire di fame o prestati a qualche pedofilo di merda (perché noi occidentali siamo così, Aldo Busi e Gianni Vattimo ci hanno già annunciato l'opportunità di rivedere il "pregiudizio" sulla sessualità dei bambini), delle donne, magari usate per un bel tour sessuale, per mille dollari ci vai liscio no-limits, per una settimana, e magari sei anche convinto di averle fatto del bene, perché lei, con mille dollari, ci campa per sei mesi, dei vecchi, lasciati ai banchetti delle mosche perché, in fondo, sono stati pure fortunati ad arrivarci, loro, alla vecchiaia. Ipocriti!

E ora? L'ennesimo coup-de-theatre del nostro mirabolante occidente. L'adozione dei bambini del terzo mondo da parte delle coppie omosessuali come atto meritorio. Chissenefrega se hanno bisogno di un padre e di una madre per crescere equilibrati e felici, almeno c'hanno la pappa. Che facciamo? Cancelliamo il debito del terzo mondo? Ma va là! Adottiamo a distanza o, meglio, favoriamo le adozioni da parte delle coppie naturali invece di rendergliele impossibili? Ma per carità! Rinunciamo alla nostra immeritata opulenza per dargli un po' d'amore? Non ne parliamo proprio! Ne facciamo invece la riserva per le adozioni delle coppie omosessuali. Così loro c'hanno la pappa, le coppie gay vedono riconosciuto il loro "sacrosanto" diritto a metterlo in culo a madre natura, e l'occidente può sentirsi, ancora un volta, in pace con la coscienza, olimpico, estremamente e ineffabilmente caritatevole . Ma soprattutto civile
(come i diritti, quelli nostri, ché quelli altrui sono uno scassamento di minchia).




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24 aprile 2005

LE MAGNIFICHE SORTI E PROGRESSIVE

Da un recente studio dell' ESEMED (European Study of Epidemiology of Mental Disorders) emergono dati inquietanti: il 29% degli europei soffre di disturbi mentali, il 14% di depressione, il 16% di ansia. Una cifra impressionante, centinaia di milioni di persone. Ma come? Il progresso e la modernità non dovevano renderci tutti più sereni e conciliati con noi stessi? Pare invece che il disagio cresca. Gli uomini senza radici, autoreferenziali, schiavi di una volontà massacrata dall'edonismo e dal materialismo sono dunque infelici. E i sei milioni di aborti praticati nella sola Gran Bretagna dall'introduzione della legge non ci hanno di certo resi più civili. C'era da dubitarne?




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20 aprile 2005

PER BENEDETTO XVI: AUSPICIO, ARROGANZA, AMENITA'

AUSPICIO: mi auguro che con Benedetto XVI i sacerdoti smettano di fare i ragionieri della grazia divina, gli amministratori del culto e divengano i testimoni viventi dell'amore di Dio annunciato e incarnato nella redenzione operata da Cristo. Solo da una conversione del cuore può venire la grazia per capire e operare il bene, solo da un mutuo riconoscimento "amante" fra il Creatore e la sua creatura può venire la comprensione anche delle istanze morali. Solo l'amore cambia davvero e in profondità il cuore dell'uomo. Al di fuori dell'amore - che è la caritas paolina, radicata nel Signore, non una generica filantropia -  tutto risulta incomprensibile e privo di senso: una liturgia e una precettistica prive di significato. Splendide e profetiche le parole dell'allora cardinale Ratzinger su Benedetto da Norcia e su Montecassino, cittadella luminosa di Dio in mezzo alla decadenza e alla rovina dalla quale l'Europa è rinata: spero che questa sia la Chiesa di Benedetto XVI, una minoranza di persone affascinate da Cristo e dalla santità che non ha come fine quello di riempire le cattedrali ma quello di testimoniare con la vita la bellezza - che è anche estetica e filosofica - della verità.  

ARROGANZA: davvero vergognoso e triviale è l'atteggiamento cafone di certi laici i quali - ossessionati ormai solo dall'incularella e dal preservativo - hanno descritto, contro ogni verità, Joseph Ratzinger come un nazista. Ricordo che la famiglia Ratzinger, come molti bavaresi, era profondamente antinazista, che la partecipazione del seminarista Joseph alla guerra era un atto dovuto e non il segno di un'adesione al nazismo (ricordo ai più ignoranti che un altro Joseph - Joseph Beuys, il padre dell'arte concettuale e in parte del pensiero ecologista tedesco - fu pilota della Luftwaffe), che un parente del nuovo Papa fu eliminato dallo sterminio hitleriano perché portatore di handicap, che i fondamenti teologici per il superamento del pregiudizio antigiudaico in base ai quali Giovanni Paolo II operò la riconciliazione coi "fratelli maggiori" sono stati formulati proprio dal teologo Ratzinger. Che questi ignobili e qualunquistici manipolatori della verità, che questi calunniatori a buon mercato si vergognino della loro faccia.

AMENITA': con l'elezione di Ratzinger i laicisti (non i laici che, come si sa, sono come le quaterne sicure di Vanna Marchi: non esistono) non hanno mancato di farci sapere quanto sono intelligenti. Naturalmente i problemi sono sempre i soliti: aborto, preservativo e altre amenità. Ma davvero costoro pensano che siano IL progresso? Che si guardino intorno, che guardino il loro mondo invece di metterci al corrente di tutto il loro sdegno per le crociate e la Santa Inquisizione: l'uomo misura di tutte le cose non riesce a misurare nemmeno se stesso, ha dichiarato che l'embrione non è un essere vivente degno di rispetto, ma su quale base? assolutamente nessuna, un pregiudizio culturale facilmente rovesciabile, una semplice opinione, come quella sulla cosiddetta fecondazione assistita, che è solo un modo per assecondare la psicopatologia del ventre pregno, priva di qualsiasi apertura all'amore vero (altrimenti perché non adottare? la fecondazione eterologa non è altro che un'adozione in forma nevrotica). Il mondo che questa gente definisce "in progresso" non conosce l'amore, ma solo il flirt e la soddisfazione egoistica di una volontà ipertrofica.
La cosa più divertente, tuttavia, è la pertinace volontà dei laicisti di ottenere dalla Chiesa un riconoscimento. Perché sentono il bisogno di cambiare la Chiesa questi benemeriti missionari postmoderni? Che si accontentino del loro mondo fatto di totem di lattice e incularelle, di pornografia e di pedofilia, di sfruttamento dei poveri (e delle donne: basti pensare alla vergogna della prostituzione diffusa e consentita e al turismo sessuale, ma loro pensano all'aborto e alla procreazione assistita mica a queste inezie) e di guerra. Che vivano il loro progresso lasciando liberi i cattolici di vivere e di testimoniare un ideale di vita più alto e più libero. Non temano: Ratzinger non ha e non vuole il potere di impedire loro di fare quel che vogliono (basta conoscere davvero il suo pensiero per non avere dubbi in proposito). Non basta? Evidentemente il loro "progresso" e la loro "civiltà" non sono così evidenti da imporsi per loro stessi. Che se ne facciano una ragione.




permalink | inviato da il 20/4/2005 alle 20:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (22) | Versione per la stampa
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